
Negli ultimi mesi l’horror è stato attraversato da fenomeni come “Backrooms” e “Obsession”, film a basso budget che hanno incassato centinaia di milioni di dollari, firmati da registi giovanissimi cresciuti dentro internet più che dentro le scuole di cinema. Una strada già spianata da autori come i gemelli Danny e Michael Philippou con “Talk to Me” e “Bring Her Back”, e che prosegue con “It Ends” di Alexander Ullom, in anteprima a Lucca, e con “Leviticus” di Adrian Chiarella, fino al nostrano “L’Estranea” di Paolo Strippoli, appena uscito in sala e candidato dall’Italia agli Oscar.
Un dialogo per capire cosa accomuna questi autori e cosa raccontano delle paure di una generazione che trova nell’horror il proprio linguaggio più diretto, fatto di prigionia, ansia del quotidiano e isolamento.





